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Lunedì ho partecipato SU INVITO di alcuni amici venditori ambulanti ad una manifestazione a Roma contro il governo nazionale per la chiusura di tutti i mercati.

In molti, purtroppo, non considerano questa categoria professionale o la snobbano del tutto, io invece li ho molto a cuore e ho partecipato personalmente.

Per chi non lo sapesse, essi rappresentano una categoria di oltre 20 mila persone che, quotidianamente e onestamente, provano a portare a casa un pezzo di pane.

La manifestazione di ieri, sino ad ora, è una delle poche che, nonostante i momenti di forte tensione, non ha avuto disordini o tafferugli.

Credo fortemente che, dopo l’ultimo DPCM, ci saranno molte altre manifestazioni come quella di ieri perché la gente è disperata.

Dobbiamo pensare che dovremo convivere ancora con questo virus: fermare l’economia sarebbe un vero e proprio suicidio.
Piuttosto si dia la possibilità di LAVORARE (nulla di più) ma con tutte le precauzioni del caso.

Questi – a mio avviso – non sono provvedimenti per tutelare la salute, ma solo delle restrizioni scomposte e senza logica per non dare un risarcimento ai tanti imprenditori, artigiani, commercianti e tante altre categorie che non possono esercitare un diritto fondamentale: lavorare.

Mi impegnerò quanto più possibile affinché, sia a livello regionale che nazionale, si possano creare le migliori condizioni per la tutela della salute e, al contempo, per dare dignità ai tanti lavoratori che non sanno come arrivare nemmeno al giorno dopo, non più a fine mese.

Rimango a disposizione di tutti coloro i quali mi vorranno al loro fianco per le giuste cause.